Fondazione Ginevra Olivetti Rason

Ginevra

Il ricordo di amici e parenti

Lettera di Monsignor Maniago

Cari Matteo, Giampaolo e Gioia, Pierettore, Manfredi,

"Il giusto, anche se muore prematuramente, troverà riposo" (Sap. 4,7)

La morte in se stessa è un grave enigma per il cuore umano, ma diventa ancor più
problematica per il cammino di fede, quando si tratta della fine prematura di una persona giovane e, per di più, giusta. L'evento sembra smentire dolorosamente l'attendibilità delle promesse divine e la sensatezza di una vita buona.
Per Ginevra l'ora sembrava la migliore per la vita: perfetta per la carica di energia, per la voglia di essere, la gioia del dire e la forza del fare, per il desiderio di futuro, per le tante amicizie, per la bellezza degli affetti. L'ora sembrava perfetta e invece irrompe la morte che provoca in tutti lo sgomento del non capire e la richiesta "urlata" del perché: la disperazione sembra il sentiero obbligato, il più ovvio.
Se è vero però, che la pietra preziosa ha bisogno per risplendere di essere estratta a viva forza dalla grezza roccia che la imprigiona e se è vero che la trasparenza cristallina della vita umana sta nel dono della sapienza divina, allora è possibile che la perfezione di un essere umano passi attraverso un cammino non misurato sulla quantità di anni bensì sulla qualità del suo essere scelto e chiamato vicino a Dio.
La speranza dei giusti sorpassa le barriere della morte perché essi sono sempre nelle mani di Dio.
Chiedo per voi la consolazione che solo lo Spirito di Dio può concedere e la Grazia di sentirla sempre con voi.

Vi benedico tutti.

Lettera di Padre Manuel Alvarez

Cari Gian Paolo, Gioia, Pier Ettore e Manfredi, vi mando un caro saluto e una piccola testimonianza sapendo che sempre le parole sono molto povere.
Vorrei dire che, quando Pier Ettore mi chiamò per darmi lanotizia della scomparsa di Ginevra, mi è rimasta nel cuore la parola: gratitudine. Anzitutto ho ringraziato Dio per averci donato una ragazza così speciale. Ringraziarlo perché lei fu un dono per tutti quelli che l'hanno conosciuta. Chi non la ricorda!
Gratitudine a Lei che sempre ci regalò entusiasmo, voglia e gioia di vivere. Un bell'umor e tanta passione in tutto ciò che faceva, dalla famiglia al lavoro, dal volontariato alle amicizie, credo che tutti la ricordiamo con un sorriso sulle labbra. Anche quando sono andato a vederla a casa vostra già addormentata, mi sembrava che quasi sorridesse per la pace che emanava dal suo volto. Ricordo che dopo il segno della croce le diedi un bacio sulla fronte, in segno di affetto e gratitudine.
Pensai pure che il "mistero" che avvolse Ginevra, per me, fu la "fretta" d'incontrarsi con Dio, come succede con due persone che si amano. Non vedono l'ora di stare vicini e per questo il Signore la chiamò così presto. Ci regalò un angelo che passò facendo il bene in tutti i sensi.
Spero questa umile testimonianza possa aiutare il resto delle pennellate che ognuno di noi scriverà su questo bellissimo "ritratto" di Ginevra, sapendo che dentro di noi é molto più bella...

Con grande affetto e la mia povera preghiera,

Manuel Alvarez

Ricordo della cognata Ginevra Bichi Ruspoli Forteguerri

Ho conosciuto Ginevra che era una splendida fanciulla, piena di qualità, oltre alla sua indiscutibile bellezza; racchiusa nello splendore dei suoi occhi blu come il mare e nel suo brillante sorriso, faceva emergere sempre la sua intelligenza.
Realizzava tutti i suoi progetti con impegno e dimostrava in ogni occasione ei arrivare senza sforzi ad ogni meta che si era prefissa. L'ho conosciuta nel decennio più ricco di eventi della sua vita e sono fiera di lei, di come si è dimostrata in tutte le occasioni una vera moglie, una vera professionista e sopratutto una vera e sincera amica si cui contare.
Ho approfondito la mia amicizia e il mio affetto per Ginevra al Forte dei Marmi, infatti è stata Lei a farmi scoprire la magia ed i segreti di questa località così speciale....
Tanto mare, passeggiate, mercatini ed aperitivi,momenti meravigliosi condivisi con tutti i suoi amici ed amiche, che da Milano e da Roma partecipavano con noi a splendide serate in Capannina.
In breve Ginevra adorava tutto del Forte e ogni volta che ci torno penso a Lei ed agli splendidi momenti che abbiamo condiviso, La considererò per sempre la mia guida speciale.
Mi manca e mi mancherà moltissimo, sarà sempre nel mio cuore con il suo splendido sorriso.

Un bacio
Ginevra

Ricordo del cugino Niccolò Heilpern

E’ passato più di un anno, ma mi ricorderò sempre di quella mattina. Mi trovavo a La Paz, in Bolivia e, ancora notte, mi arriva una telefonata. Era mio padre che mio diceva che il buon Dio aveva chiamato a sé la mia cuginetta. Il mondo è crollato e quella chiamata è ancora nelle mie orecchie e nella mia mente, credevo, speravo fosse un incubo dal quale mi sarei prima o poi risvegliato.
Ginevra era una ragazza solare, piena di brio, felice e innamorata della vita.
Ginevra sapeva conquistarti con quel suo sorriso contagioso, la sua fresca vitalità e quella voglia profonda di vivere la vita fin nel cuore per godersela e farla propria.
Sapeva divertirsi, Ginevra, con la spensieratezza della sua giovane età, ma era una ragazza seria che adorva conoscere e studiare e ben sapeva quando era il momento di concentrarsi seriamente per raggiungere i risultati che si era prefissata.
Abbiamo sempre avuto un legame particolare Ginevra ed io, un profondo affetto che è cresciuto insieme a noi e che ci legava stretti benché sempre fisicamente tanto lontani. Nessuna retorica o diplomazia, ma reale felicità di passare del tempo assieme, di parlarci, di raccontarci l’uno all’altra e anche di aiutarci e supportarci nei momenti più complicati della vita. La tecnologia ci ha sempre aiutato e la usavamo per poterci scrivere, parlare e dialogare sul presente come sul futuro di nostri sogni e delle nostre speranze.
Ginevra, ci manchi tantissimo, il tuo sorriso, la tua voce e la tua personalità hanno lasciato un vuoto incolmabile in ogni persona che ti ha incontrato sulla strada della vita. Tutti eravamo e siamo tutt’ora innamorati di te, la tua gioia di vivere ci ha contagiati e il tuo ricordo sarà sempre indelebilmente stampato nei nostri cuori.


Bubu

Ricordo dell’amica Naty

Cara cucc,
la cosa che mi piace più ricordare di te è un piccolo episodio che è successo l’anno scorso. Ti eri appena operata proprio nella mia città, a Milano.. e appena possibile io venni subito a trovarti. L’idea di vederti in un letto di ospedale mi spaventava, ma appena fui la non credetti ai miei occhi.. eri in piedi, vestita con dei jeans e con il tuo immancabile sorriso. Ero molto emozionata di vederti così forte!
Dopo baci e abbracci ci sedemmo nel “salottino” dell’ospedale a mangiare i marron glacé che ti avevo portato e tu al posto di parlarmi di quanto quella situazione fosse dura per te e di come ti sentivi.. mi hai chiesto perché avessi litigato con un’ amica che avevamo in comune. Io ti risposi che mi aveva deluso e che in quel momento non avevo voglia di sentirla e tu sempre con quell’aria severa e dolce allo stesso tempo mi risposi che se io e te avessimo abitato nella stessa città tu non avresti perso neanche un’occasione per stare insieme a me e che tutte quelle discussioni erano delle stupidaggini rispetto all’amicizia che ci legava.
Io ti risposi che avevi perfettamente ragione, ma che al momento non mi andava di risolvere la questione.
Così tu, che sei sempre stata più furba e intelligente di me.. quando questa nostra amica venne a trovarti poco tempo dopo in ospedale.. le dicesti: “ Naty è venuta a trovarmi e sapendo che saresti passata anche tu, mi ha detto di darti questo marron glacé in segno di pace!”.
In questo modo lei mi chiamò e la pace fu subito fatta.

Vi ho raccontato questo piccolo episodio, apparentemente banale.. per farvi capire quanto Gine fosse una persona altruista; lei era stata da poco sottoposta ad un intervento davvero difficile e la prima cosa che ha pensato quando mi ha vista non fu sfogarsi e parlarmi di come si sentiva.. ma cercare di farmi fare la pace con la nostra amica.
Gine era una persona dolcissima, che sapeva ascoltare e dare dei consigli preziosissimi. Ed è questo che mi mancherà di più della mia cucciola, perché lei sapeva capirmi anche con un solo sguardo e con quello stesso sguardo sapeva rimproverarmi e rimettermi in riga con una tale dolcezza che è insostituibile.
Le sue parole, la sua risata e tutti i momenti che abbiamo passato insieme rimarranno stampati per sempre nel mio cuore. Non ti vedo ma ti sento vicina, sei il mio angelo più bello.
Ti voglio un bene dell’anima cucciola mia..
Naty

Ricordo dell’amica Silvia Vannucci

Gine oggi ti voglio ricordare così.
Forte dei marmi, un venerdì sera di 3 anni fa.
Ti sono passata a prendere a casa tua al Forte, come ormai quasi tutti i venerdì sera quando avevo finito di lavorare e partivo da Prato. Come quasi tutti i venerdì sera siamo andate in uno dei nostri posti preferiti a cena, sole io e te. Davanti alle focaccine di Orlando ci facevamo le nostre belle chiacchierate… su tutto e su nulla… vestiti, amici, lavoro, vacanze, amori…
Ci conoscevamo solo da un paio d’anni ma la nostra amicizia era cresciuta, piano piano, come quelle cose che succedono per caso ma forse anche no… forse non è un caso se due persone apparentemente così diverse riescono a instaurare un rapporto genuino, autentico e sincero. Ero inspiegabilmente attratta dalla tua eleganza, che combinata alla tua semplicità e alla tua felicità mi lasciavano ogni volta disarmata… e curiosa di volerti scoprire sempre di più.
Quella sera eri bella come sempre, con quella tua bellezza raggiante, che lasciava il ricordo di te ben impresso in tutti le persone che incontravi. Quella sera pensavo fosse una sera come le altre, invece mi hai guardato dritta negli occhi e mi hai detto: Ti devo dire una cosa… E mi hai raccontato della tua malattia al cuore, di come l’avevi scoperta, di come ti stavi curando e dell’operazione a cui dovevi andare incontro. Quella sera, con quella chiacchierata, ho capito tante cose di te che mi erano sfuggite fino a quel momento. La più bella di tutte però era che ti stavi fidando di me, e in qualche modo anche affidando a me.
Grazie Gine per essere entrata nella mia vita… grazie per avermi dato così tanto in così poco tempo.
Troppo poco tempo.


Per sempre
Silvia

Ricordo dell’amica Camilla Migliorati

Cara Giggi,

Avevamo solo tre anni e già avevamo messo i primi semi per far crescere la nostra amicizia, eravamo piccole e spensierate come lo sono tutti i bambini a quell’età, con tanti sogni da realizzare davanti a noi.
Tanti anni abbiamo trascorso insieme tra Firenze, Villa Romena e Forte dei Marmi, vivendo momenti indimenticabili.
Eravamo le gemelline bionde che nessuno poteva separare, passavamo pomeriggi interi ballando in salotto di casa cercando di imitare le coreografie delle ballerine più famose, oppure ci piaceva prendere le scarpe con i tacchi della mamma e giocare a fare le “grandi”, non ci annoiavamo mai.
Quando avevamo in mente qualcosa, cercavamo sempre di ottenerla, come quando alla Coop di Combiobbi mamma non voleva comprare le caramelle, ci diceva sempre: “Bambine le caramelle fanno male ai denti e non vanno mangiate”. A noi però piacevano tanto e pur sapendo di sbagliare ce le siamo messe in tasca sperando che nessuno se ne sarebbe accorto. Purtroppo però appena arrivate alla cassa, le sirene hanno iniziato a suonare e noi siamo tornate a casa non solo senza caramelle, ma anche con una bella sgridata della mamma. Ti piaceva rendere ogni giorno, ogni momento, ogni attimo unico e ci riuscivi sempre come nessun`altra. Hai fatto si che il mio compleanno non fosse solo il “mio giorno” ma “il nostro”. Mi hai voluto vicina a te come tua testimone nel giorno più bello della tua vita.
Tutti momenti che ci hanno accompagnato dall´infanzia, fino ad oggi, rendendo la nostra amicizia giorno dopo giorno più forte, senza permettere che i chilometri che in questi ultimi anni ci hanno tenuto lontano ci separassero.

Giggi sei e sarai sempre nel mio cuore

Lettera dei bambini di Piazza d'Azeglio

Ai genitori di Ginevra Olivetti Rason da tutti i bambini di Piazza d'Azeglio a Firenze:

Il più grande e sincero ringraziamento per il generosissimo dono in ricordo di Ginevra, che ha permesso di rendere molto più bella ed accogliente questa Piazza, così prodiga per tutti noi di momenti di gioco, di amicizia e di spensieratezza.

Vivamente commossi insieme ai nostri genitori, ci ricorderemo di Ginevra nelle preghiere ed il suo nome resterà per sempre indelebile nel nostro cuore e strettamente collegato alla Piazza preferita.

I bambini di Piazza d'Azeglio






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